Su Pet B2B si marzo uno speciale su antiparassitari e parafarmacia

by Redazione Pet B2B

La destagionalizzazione della protezione dai parassiti non si è ancora affermata, ma rispetto al passato qualche passo in avanti è stato fatto in termini di consapevolezza da parte dei proprietari di pet. Lo scenario di prodotto inoltre si è fortemente rinnovato nell’ultimo biennio, con il via libera alla vendita nei pet shop delle soluzioni orali, purché senza obbligo di prescrizione. Per quanto riguarda il comparto della parafarmacia, invece, stanno crescendo nuove nicchie terapeutiche, soprattutto sul fronte dei mangimi complementari e dei prodotti antistress.

Su queste due direttrici principali il retail indipendente sta vedendo delinearsi importanti prospettive di crescita dell’area health care, ma al momento sembra che lo sviluppo del business proceda più lentamente rispetto a quanto ci si potrebbe attendere. Almeno nella maggior parte dei casi. L’evoluzione dei comportamenti d’acquisto mostra un consumatore sempre più sensibile e proattivo verso i prodotti per la cura quotidiana e per le novità che offrono facilità di somministrazione e praticità contro pulci e zecche. Allo stesso tempo la competizione tra canali rende fortemente strategici per lo specializzato tutti i segmenti di prodotto ad alto valore aggiunto che permettono un contatto ancora più frequente e qualificato con i proprietari di cani e gatti, differenziano fortemente i piccoli imprenditori pet specialist rispetto al mass market e consentono di ampliare il portfolio con referenze ad alta marginalità.

Nonostante ciò la distribuzione in Italia dei prodotti per l’everyday care risulta disomogenea: diverse insegne hanno progressivamente allargato lo scaffale della categoria, seguendo il trend ed evolvendo l’offerta in linea con l’evoluzione della domanda; mentre ancora molti dimostrano un approccio piuttosto passivo o comunque condizionato da logiche di mercato superate. Il panorama attuale dipende da diversi fattori, non solo dall’approccio, dall’istinto e dalla sensibilità dei responsabili dei punti vendita.

Va sottolineato infatti che finora anche il focus di molti player dell’industria è stato più sbilanciato verso altri canali, per varie ragioni, dal DNA dell’azienda, alle caratteristiche del portfolio, alla forza e intensità dei rapporti commerciali precedentemente consolidati. Quello dei farmaci di libera vendita e dei parafarmaci infatti è un mercato relativamente giovane, in particolare per quanto riguarda l’integrazione. Per questo motivo c’è ancora molto da costruire. Gli ingredienti però ci sono tutti: pubblico, domanda, offerta, rivenditori. I prossimi anni potrebbero dunque dimostrarsi particolarmente vivaci e dinamici per il segmento, con una crescita potenziale del giro d’affari tra i più interessanti di tutta la pet economy.

Clicca qui per leggere l’articolo completo. 

 

Post correlati