Rapporto Assalco-Zoomark 2026: pet food in Italia a 5,3 miliardi di euro (+2,5%); pet shop a +2,9%

by Redazione Pet B2B

Il mercato italiano del pet continua a crescere anche nel 2025 e supera per la prima volta i 5 miliardi di euro considerando insieme pet food e pet care. È quanto emerge dalla XIX edizione del Rapporto Assalco-Zoomark 2026, presentato il 14 maggio durante Interzoo 2026, che introduce una nuova rilevazione omnicanale capace di integrare Gdo, catene specializzate ed e-commerce, offrendo una fotografia più ampia e aggiornata del comparto.

Mercato pet care Italia a 5,3 miliardi di euro

Secondo il report, il mercato complessivo pet food + pet care in Italia ha raggiunto nel 2025 il valore di 5,3 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il pet food rappresenta ancora la parte predominante del business, con 4,2 miliardi di euro e il 79% del totale, mentre il pet care vale 1,1 miliardi di euro.

Nel dettaglio, gli alimenti per cani e gatti segnano un incremento del 2,7% a valore e dell’1,3% a volume, arrivando a 811mila tonnellate vendute. Il rapporto evidenzia inoltre una crescita strutturale del comparto nel medio periodo: tra il 2022 e il 2025 il tasso medio annuo di crescita del pet food è stato del 6,9%, superiore di due punti rispetto al Largo Consumo Confezionato.

La distribuzione

Sul fronte distributivo continua il rafforzamento del canale specializzato e dell’online. L’e-commerce raggiunge una quota dell’11,5% del mercato pet food, pari a 483 milioni di euro, mentre catene specializzate e pet shop della Gdo arrivano al 23,3%. Complessivamente il canale specializzato vale 1,7 miliardi di euro e cresce del 3,6% sul 2024, arrivando a rappresentare il 40,9% delle vendite totali. In particolare, i negozi petshop indipendenti evidenziano un trend a valore del +2,9%, mentre le Catene + Petshop GDO guidano l’incremento dello specializzato con un +4,1% rispetto al 2024. In calo invece supermercati e ipermercati, che registrano una flessione dell’1%.

Il gatto si conferma il principale driver del mercato. I prodotti destinati ai felini valgono infatti 2,35 miliardi di euro, pari al 56% del mercato totale pet food, con una crescita del 4,3%. A trainare il segmento sono soprattutto umido e snack, rispettivamente in aumento del 4,7% e del 7,2%. Più contenuta invece la crescita del cane, che si ferma al +0,7% con un giro d’affari di 1,85 miliardi di euro. Nel cane continua a performare meglio l’umido (+2%), mentre il secco resta stabile ma mantiene il peso maggiore all’interno del segmento.

Nel complesso, l’umido rimane la categoria principale del pet food italiano con oltre 2 miliardi di euro di vendite e una quota del 48% a valore. Seguono il secco, che vale 1,8 miliardi di euro, e gli snack funzionali e fuoripasto, che raggiungono 409 milioni di euro e si confermano una delle categorie più dinamiche, sostenute soprattutto dalla domanda nel segmento gatto.

Il numero di pet in Italia

Il rapporto dedica ampio spazio anche alla presenza degli animali da compagnia nelle famiglie italiane. Secondo le stime aggiornate, in Italia vivono 53,6 milioni di pet. I pesci rappresentano la quota più numerosa con 25,3 milioni di esemplari, seguiti da gatti e cani che insieme superano i 20 milioni. I gatti vengono stimati in 11 milioni di esemplari, mentre i cani raggiungono quota 9,1 milioni. Più contenuti i numeri di uccelli, rettili, anfibi e piccoli mammiferi.

L’indagine evidenzia inoltre come il 54,5% delle famiglie italiane viva con almeno un animale da compagnia. La percentuale sale al 66,7% nelle famiglie con bambini e resta sopra il 60% in quelle con figli oltre i 20 anni. Secondo il rapporto, il dato conferma il ruolo stabile dei pet all’interno della struttura familiare italiana.

Gli accessori

Gli accessori e i prodotti per l’igiene di cani e gatti arrivano a sfiorare i 655 milioni di euro, con una crescita dell’1,9%. In particolare, il comparto igiene e salute per il gatto registra una crescita del 18%. Le lettiere continuano il trend positivo e raggiungono 328,2 milioni di euro, mentre più debole resta il segmento degli alimenti per altri animali da compagnia, in calo dell’1,8%.

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