Su Pet B2B un focus sull’evoluzione dei consumi sulla fascia superpremium

by Redazione Pet B2B

Sul numero di giugno di Pet B2B è pubblicato un approfondimento sui cambiamenti dei comportamenti d’acquisto in seguito agli aumenti dei prezzi dei prodotti e dell’inflazione. In un panorama mutevole e incerto, una questione appare fra le più rilevanti per le sorti del settore: quali sono le prospettive della fascia superpremium? Gli operatori del mercato e in particolar modo gli attori dell’universo della specializzazione continuano infatti a interrogarsi soprattutto sulle prospettive dell’offerta merceologica top di gamma. L’evoluzione del pet food e del pet care negli ultimi anni è infatti stata trainata dal successo dei prodotti posizionamento più alto nello scaffale, un fenomeno legato alla ricerca da parte dei consumatori
di cibi di maggior qualità e differenziati per bisogni specifici, di giochi, shampoo, cucce o guinzagli realizzati con materie prime innovative, tessuti tecnici, funzionali e confortevoli e di articoli innovativi il benessere e la protezione di cani e gatti. Ne conseguirebbe che un eventuale spostamento delle vendite verso il basso per via degli aumenti di prezzo comporterebbe un forte rallentamento della crescita e dello sviluppo della categoria.

Pet B2B giugno superpremium

Ormai giunti al giro di boa di questo 2023, è il momento di stilare un primo bilancio dell’impatto dell’inflazione sui  comportamenti di acquisto nel mondo del pet food e del pet care e la fotografia che emerge dalla visuale degli operatori dell’industria e della distribuzione inquadra uno scenario per la maggior parte positivo e incoraggiante. Nel complesso, sembrerebbe che nonostante gli aumenti dei prezzi la fascia superpremium non soffra eccessivamente, sia nell’area del food sia in quella del no food. Un fenomeno relativamente recente è tuttavia quello dell’indebolimento della brand loyalty. Ai piani alti dello scaffale, infatti, questo tipo di atteggiamento da parte del consumatore è sempre stato piuttosto insolito fino a pochi mesi fa perché era forte l’identificazione tra il pet owner e la marca di riferimento. Più recentemente si è però inserita nelle dinamiche di acquisto una maggiore attenzione alle promozioni, che stanno portando a un’oscillazione frequente nelle decisioni del cliente finale. Per saperne di più leggi l’articolo completo su Pet B2B di giugno.

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