Per molto tempo il mercato dei cappottini è stato legato alla stagionalità: l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi determinava l’aumento delle vendite e degli ordini di prodotti per coprire e tenere all’asciutto e al caldo i pet. Il meteo rappresentava il principale fattore esterno in grado di accelerare o rallentare la domanda, mentre estetica e novità contribuivano a sostenere il ricambio dei prodotti. Oggi questo meccanismo è diventato meno prevedibile. Il cambiamento climatico, la maggiore attenzione alla spesa e un consumatore più informato stanno modificando il modo in cui il proprietario sceglie l’abbigliamento per il proprio cane.
Un comparto legato alla stagionalità
L’andamento del sell in conferma la forte incidenza della stagionalità sul comparto, ma evidenzia al tempo stesso una contrazione delle vendite ai negozianti. Un trend che non corrisponde però a una rinuncia alla qualità né a una riduzione della spesa media per l’acquisto di capi d’abbigliamento. Il cliente vuole capire quale funzione svolge il capo, in quali condizioni può essere utilizzato, quanto è resistente e se può adattarsi alle caratteristiche del proprio animale.
La scelta è quindi più ragionata e, in molti casi, porta a privilegiare un prodotto di qualità superiore rispetto all’acquisto di più capi economici destinati a utilizzi limitati. È un passaggio rilevante anche per il punto vendita. Quando il cliente acquista meno pezzi ma attribuisce maggiore valore a ciascun acquisto, il prodotto deve essere in grado di comunicare in modo chiaro la propria utilità. La differenza di prezzo rispetto a un capo più semplice non può essere affidata soltanto alla marca o all’aspetto esteriore: deve essere sostenuta da materiali, costruzione, vestibilità, durata e versatilità.
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