Il ruolo dei veterinari va oltre la cura degli animali da compagnia e coinvolge direttamente salute pubblica, sicurezza alimentare e prevenzione delle malattie. È questo il messaggio al centro di una nuova indagine globale diffusa da Boehringer Ingelheim, realizzata su 1.046 professionisti veterinari in 51 Paesi, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul contributo della medicina veterinaria all’approccio One Health.
Secondo i risultati dello studio, molte delle attività considerate più importanti dai veterinari restano poco riconosciute dal pubblico. Tra queste figurano l’individuazione di problemi di salute nascosti e segnali di dolore, indicata dall’87% dei veterinari per animali da compagnia e dal 60% dei veterinari equini. Nel settore degli animali da reddito emergono invece il ruolo nella sicurezza della filiera alimentare, citato dal 65% degli intervistati, e le attività di sorveglianza sanitaria per limitare la diffusione delle malattie, segnalate dal 62%.
L’indagine sottolinea come il lavoro veterinario abbia un impatto diretto non solo sul benessere animale, ma anche sulla tutela della collettività. La medicina veterinaria applicata agli allevamenti, evidenzia il comunicato, contribuisce infatti alla sicurezza delle produzioni alimentari e alla prevenzione delle zoonosi, in un contesto in cui molte malattie infettive umane hanno origine animale.
«Il contributo della medicina veterinaria si esprime ogni giorno non solo nella tutela della salute e del benessere animale, ma anche nella prevenzione dei rischi sanitari, nella sicurezza delle filiere alimentari e nel monitoraggio delle malattie che possono avere un impatto sull’uomo», ha dichiarato Karin Ramot, head of animal health Italia di Boehringer Ingelheim. «Rendere più evidente questo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del suo ruolo strategico all’interno dell’approccio One Health».
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