Nei primi cinque mesi del 2026 il mercato italiano del pet conferma il trend di crescita, ma cambia il motore dello sviluppo. Secondo l’ultima analisi di Circana, il contributo maggiore arriva dai petshop e dall’e-commerce, mentre il grocery mostra una dinamica più debole. Allo stesso tempo, il rialzo del prezzo medio è sempre meno legato all’inflazione e sempre più all’ampliamento dell’offerta premium e all’evoluzione del mix di prodotti acquistati.
A maggio, il canale specializzato rappresenta il 41,8% delle vendite omnicanale di pet food, mentre l’online sfiora il 12%. Il grocery , invece, registra una contrazione sia a valore sia a volume, segnale di uno spostamento della domanda verso canali in grado di offrire maggiore assortimento, consulenza e prodotti ad alto contenuto funzionale.
Il gatto continua a trainare il comparto
L’analisi conferma inoltre il ruolo trainante del comparto gatto. Nei primi mesi del 2026 la nutrizione felina cresce più di quella dedicata al cane e, all’interno del canale specializzato, continuano a distinguersi soprattutto le categorie dell’umido e degli snack, tra le più dinamiche dell’intero mercato.
Anche nel pet care non food emergono segnali positivi. Circana rileva performance favorevoli per antiparassitari, prodotti per la salute di cane e gatto, accessori e lettiere, a conferma di una crescente attenzione dei consumatori verso il benessere complessivo dell’animale domestico.
Dal punto di vista dei prezzi, il 2026 segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti. Secondo Circana, l’aumento del prezzo medio deriva oggi soprattutto dall’effetto assortimento e dalla premiumizzazione dell’offerta, mentre l’inflazione del paniere è in calo. Il valore del mercato, quindi, è sostenuto sempre più dall’innovazione e dalla segmentazione dell’offerta, piuttosto che dagli aumenti generalizzati dei listini.


