Cresce il numero di gatti in Italia. Si tratta di un mutamento importante per la pet economy, ma non è solo una questione di aumento delle adozioni: negli ultimi anni è cambiato l’approccio dei pet owner ai felini. L’urbanizzazione crescente, la riduzione delle abitazioni e i ritmi sempre più intensi del lavoro e della vita quotidiana rendono il gatto il compagno ideale per un numero crescente di italiani, soprattutto nei centri urbani.
Secondo il rapporto Assalco-Zoomark 2025, il numero dei gatti in Italia si attesta a 11,9 milioni di soggetti contro i nove milioni di cani. Probabilmente la stima è da rivedere al rialzo, considerando le colonie feline e il randagismo. Anche perché questi due fenomeni non sono da sottovalutare dal momento che generano un sistema di “adozione diffusa”, in cui gli abitanti di un quartiere o di una via si prendono cura dei gatti, portando cibo e acqua e creando quindi un indotto non strettamente legato a un’adozione formale.
Questa trasformazione, per alcuni aspetti parallela al successo delle taglie piccole nei cani, ha portato a una revisione delle strategie commerciali e di assortimento delle aziende, sia nel food sia negli accessori e nell’health care. Infatti, la crescita dell’importanza del gatto ha imposto negli ultimi anni un cambiamento di strategia ai produttori di pet food, che hanno puntato su una premiumizzazione delle linee di alimenti umidi, privilegiando il canale specializzato rispetto al grocery. Si tratta di un processo ancora in evoluzione, ma l’ampliamento delle gamme, in particolare quelle veterinarie, l’introduzione di gusti più ricercati e la crescente attenzione alla qualità delle materie prime indicano la direzione che l’industria vuole imprimere al mercato cat.
Il fatto che il gatto sia sempre più centrale nelle vite dei pet owner italiani ha un impatto anche sul trade in cui si acquista cibo, accessori e alimenti complementari. Storicamente, l’acquisto di pet food per gatti, in particolare l’umido, è legato al canale grocery, caratterizzato da un rapporto prezzo/kg competitivo. Negli ultimi anni, però, il canale specializzato ha iniziato a presidiare con maggiore decisione questo segmento, puntando sulla specializzazione e cercando di sottrarre quote di mercato alla Gdo. Si tratta di un trend in crescita che deve però fare i conti con le difficoltà del contesto economico, che vede il consumatore sotto pressione sul fronte dei consumi.
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