Sul numero di marzo di Pet B2B il resoconto della tavola rotonda con pet shop e industria

by Redazione Pet B2B

La distribuzione dei prodotti per animali da compagnia sta attraversando una fase di trasformazione strutturale. I canali si moltiplicano, con Gdo, catene, e-commerce, garden, brico che acquisiscono sempre più quote di mercato, mentre il consumatore si muove con crescente disinvoltura tra punti vendita fisici e digitale. In un contesto fermo nei volumi, con le vendite online in crescita e una forte pressione sui margini, il pet shop indipendente continua a mantenere una posizione centrale nel mercato italiano, ma allo stesso tempo è chiamato a ridefinire strategie di crescita e a portare innovazione nel modello di business.

Per approfondire questi temi, analizzare le sfide attuali, ma anche raccogliere i punti di vista e le esperienze di alcuni fra i protagonisti del panorama retail nazionale e dell’industria, il 27 gennaio Pet B2B ha organizzato una tavola rotonda: al dibattito sono intervenuti quattro player della distribuzione specializzata e rappresentanti dell’industria: Luciano Fassa di Monge, Paolo Uva di Supermercati 4 Zampe, Gianni Casadei di Robinson Pet Shop, Alessio Capellani di Animal House, Davide D’Adda di Acad, Jacopo Samperisi di Gheda Petfood e Olimpia Laviosa di Laviosa. Nel corso della mattinata di lavoro si è parlato di riduzione dei margini, frammentazione dell’offerta, dinamiche di mercato che impongono scelte più selettive su assortimento, servizi e identità del punto vendita.

Gli ospiti della tavola rotonda hanno inoltre dialogato su come è cambiato il cliente finale: gli animali sono più longevi, si verifica una maggiore incidenza di patologie, proseguono la crescita dei cani di piccola taglia e il calo delle big sizes, i proprietari si confermano più sensibili al valore che al prezzo. La disponibilità del prodotto diventa decisiva: rotture di stock e tempi di consegna lunghi spingono il cliente verso l’e-commerce. Nel confronto è emerso con forza come il negozio specializzato sia chiamato a rafforzare le proprie leve distintive come ad esempio la competenza, la consulenza, la relazione con il cliente finale e il suo pet e il radicamento territoriale. Al tempo stesso si è parlato di strumenti più evoluti, dalla gestione dei dati al riordino automatico, fino a modelli logistici più in linea con le reali esigenze della distribuzione. Al centro di questo cambiamento si posiziona il bisogno di costruire una collaborazione più stretta tra produttori e distribuzione specializzata per rendere il canale più solido, efficiente e competitivo nel medio periodo.

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