Secondo lo studio Feline heartworm disease in endemic settings: an integrated diagnostic approach, presentato al XXXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Parassitologia (SoIPa), svoltosi a Bologna, la filariosi cardiopolmonare interessa anche la popolazione felina nelle aree endemiche per la malattia del cane.
La ricerca, coordinata dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e presentata daAntonio Varcasia durante il symposium di Boehringer Ingelheim Animal Health Italia dedicato alle principali parassitosi di cane e gatto, rappresenta la prima valutazione epidemiologica della filariosi cardiopolmonare felina in Sardegna basata su un approccio diagnostico integrato.
Lo studio
Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Sassari, la Sapienza Università di Roma, la Clinica Veterinaria Nora di Cagliari e Boehringer Ingelheim Animal Health Italia, conferma la circolazione del parassita anche nel gatto in un territorio già considerato endemico per la filariosi canina. I risultati indicano inoltre che l’esposizione dei gatti al parassita potrebbe essere più ampia di quanto evidenziato dai soli test diagnostici tradizionali.
La filariosi felina continua a essere una patologia complessa da diagnosticare e spesso sottostimata. In assenza di una terapia adulticida sicura ed efficace per il gatto, la prevenzione rivesta un ruolo fondamentale non solo per evitare l’infezione, ma anche per impedire lo sviluppo delle lesioni respiratorie che possono comparire nelle fasi iniziali della malattia.
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