Sul numero di gennaio-febbraio lo speciale con le previsioni del mercato pet care per il 2026

by Redazione Pet B2B

L’anno che ci attende si configura come la naturale evoluzione di quanto seminato nel recente passato, un periodo in cui il mercato del pet care è chiamato a stabilizzare i consumi dopo il biennio di forte pressione inflazionistica. Se il 2025 ha segnato un rallentamento ma anche i primi segnali di recupero dei volumi, l’industria e il retail affrontano il 2026 con la necessità di elevare l’asticella, puntando sulla differenziazione e sull’innovazione reale per superare la semplice leva prezzo.

Come di consueto, Pet B2B ha interpellato un panel di autorevoli manager e analisti del settore per raccogliere le loro opinioni sulle prospettive della categoria nei prossimi dodici mesi. Dalle loro risposte a cinque domande chiave emerge un quadro complesso ma ricco di opportunità, che vede la categoria spingere con decisione verso il valore funzionale e la personalizzazione dell’offerta. Nella molteplicità di opinioni raccolte, emergono in particolare alcune idee condivise, a partire dal fatto che il mercato continuerà a crescere a valore, trainato dal segmento gatto (in particolare l’umido monodose) e da un consolidamento del trend di premiumizzazione che, tuttavia, si traduce in una ricerca di qualità essenziale a prezzo accessibile (fascia mid-premium).

Sul fronte dei prodotti, il fattore differenziante non sarà più il semplice claim natural o monoprotein, ma la funzionalità specifica orientata alla salute preventiva (integratori, terapeutici) e al benessere complessivo dell’animale. A livello distributivo, pur confermando l’omnicanalità come orizzonte inevitabile, i canali più dinamici (e-commerce e drug) continueranno a guadagnare terreno, ma il canale specializzato fisico rinnoverà la sua centralità attraverso l’integrazione di servizi ad alto valore aggiunto e una consulenza in store personalizzata. Attenzione, infine, ai grandi cambiamenti attesi nel campo della sostenibilità e della trasparenza di filiera, che coinvolgeranno packaging (con un focus su monodose e anti-spreco) ed etichettatura, elementi su cui si giocherà il prossimo salto competitivo.

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